MOSTRE E EVENTI
ARTE PADOVA - NOVEMBRE 2024
BIENNALE INTERNAZIONALE - MONTECARLO - TROFEO LA PALMA D'ORO PER LE ARTI VISIVE - SETTEMBRE 2024
MOSTRA PERSONALE A PIETRASANTA SALA DEL SAN LEONE - PERCORSO AD IMMAGINI : LA MODA,LA FIGURA E L'ASTRAZIONE - GIUGNO - LUGLIO 2024
"Su Carmen Hernandez: tratti di un percorso”.
“E' assai più ampio e vario di ciò che può apparire a prima vista il percorso espressivo di Carmen Hernandez, di origine dominicana, i cui passi iniziali sono nati grazie all'attività della madre, sarta di moda, con la quale ha fattivamente collaborato sino alla decisione di trasferirsi in Italia, a Milano.
Lì, sempre nella moda, ha affinato le proprie capacità, tuttavia se il disegno e l'inventiva le hanno subito dato certe soddisfazioni, s'è poi appassionata alla pittura, approfondendo le proprie capacità espressive, frequentando non soltanto i maggiori Musei cittadini, ma pure gli Studi di alcuni creativi molto seri ed impegnati.
Poi è arrivata in Toscana dove è stata “catturata” – penso sia un termine esatto per far capire l’impatto che ha avuto con una realtà di vastissimo respiro anche ambientale – per cui gli spazi del senese e del fiorentino, le terre aretine e lucchesi ne hanno colorato ancor di più e formato le tele.
Anche lì nuove conoscenze e amicizie, ma è stato soprattutto il territorio della Versilia – quello, per intenderci, che va dalla Torre del Lago pucciniana sino al confine estremo di Forte dei Marmi – ad averla fatta avvicinare a temi quali la distesa sabbiosa e il mare con le vele tanto care a Carlo Carrà, ma sono stati ricorrenti pure altri elementi per far sì che creasse dipinti astratti, con le cromie stesse che sono divenute, alla stregua del resto, veri e propri diari emozionali.
Le sue tematiche figurali come le altre ben diverse, in lei si sono dunque instancabilmente intervallate, e così dalla Versiliana dannunziana con l'amato “Ponte del Principe” cui ha dedicato un paio di oli, non sono mancati borghi famosi o quasi sconosciuti, con l'ovvia tematica dell'intero comparto versiliese delle cave, cui si sono aggiunte le bianche ferite di quel di Carrara rese famose da Strabone, da Plinio e dal Petrarca… come nel Novecento e nel nuovo Millennio, direttamente e non, dai nomi più vari: Arturo Martini, Gigi Guadagnucci, Vando D’Angiolo e via di seguito.
Le cave.
I suoi “omaggi” al marmo sono stati proiettati alla memoria di Michelangelo Buonarroti che nel carrarese trasse ciò che gli servì per eternare la propria arte, ma anche al Comprensorio dell’Altissimo e finanche a certe zone di Vallecchia di Pietrasanta e alla Ceragiola seravezzina (temi cari a centinaia di artisti, da Giuseppe Viner a Franco Miozzo, a Giuseppe Lippi e a Grazia Leoncini...), a storici, a scrittori e a tanti altri.
La sua attenzione – sempre attuale, ampia geograficamente, ovviamente anche oltre i confini toscani, o nazionali, per via di viaggi – s’è comunque accostata alle nature morte, mentre non è mancata la scoperta dei giardini e persino di alcuni parchi in un tutto che ha popolato con la delicatezza della leggiadria femminile, e poi qua e là, su tela o su supporto ligneo e anche su carta, fiori, e alberi come il pino marittimo, il cipresso, il pioppo e altro ancora.
Simboli.
Chiudendo questi miei appunti, a questo punto non posso non dire che tra gli argomenti che Carmen Hernandez ha messo in essere in modo numericamente consistente, in specie in questo periodo, ce n’è uno che con altri ha catturato la mia attenzione, vale a dire il riferimento al volume “Le città invisibili” di Italo Calvino (scomparso nel 1985). Leggendo le pagine del celebre scrittore ella ha voluto unire – così penso – i propri ricordi legati soprattutto agli agglomerati urbani lombardi (poco fa ho citato il suo soggiorno milanese), alla vista/visita di “case più case” (è lei stessa ad averle definite così) di piccoli paesi aggrappati di montagna (la memoria non può allontanarsi dall’ambiente delle cave…) sia di campagna e non soltanto.
Nell’insieme c’è un pulsare ogni tanto geometrico, quasi gestuale, una pienezza di colori che esalta l’aggregazione nel coesistere di un termine positivo, di dialogo e di familiarità, ma anche negativo, di solitudine e di dimenticanza.
In alcune tele pulsa la vita, c’è ariosità, in altre manca, con un “vuoto voluto”, il giro di parole è ben chiaro, che parla di malinconia, cosicché sono i titoli stessi che ha dato loro a fermare le pagine di un diario pieno di ricordi e di emozioni, di incontri e di riflessioni e di dialoghi, e anche, come in “Il palazzo della città violata” a diventare un grido, un urlo, una ferita per condannare la guerra, qualsiasi guerra.
Carmen Hernandez ama dunque dipingere in libertà, variare, alternare il proprio viaggio pittorico entrando istintivamente nel cosiddetto figurativo, come nell’astrazione, col rosso dell’amore e il blu della serenità, il verde della speranza e il nero del dolore.
E’ lei, non riesce ad essere diversa da quello che è, meritando dunque una piena lode…”.
Lodovico Gierut
(Da “Appunti di diario”, Marina di Pietrasanta, 22.4.2024)
Lì, sempre nella moda, ha affinato le proprie capacità, tuttavia se il disegno e l'inventiva le hanno subito dato certe soddisfazioni, s'è poi appassionata alla pittura, approfondendo le proprie capacità espressive, frequentando non soltanto i maggiori Musei cittadini, ma pure gli Studi di alcuni creativi molto seri ed impegnati.
Poi è arrivata in Toscana dove è stata “catturata” – penso sia un termine esatto per far capire l’impatto che ha avuto con una realtà di vastissimo respiro anche ambientale – per cui gli spazi del senese e del fiorentino, le terre aretine e lucchesi ne hanno colorato ancor di più e formato le tele.
Anche lì nuove conoscenze e amicizie, ma è stato soprattutto il territorio della Versilia – quello, per intenderci, che va dalla Torre del Lago pucciniana sino al confine estremo di Forte dei Marmi – ad averla fatta avvicinare a temi quali la distesa sabbiosa e il mare con le vele tanto care a Carlo Carrà, ma sono stati ricorrenti pure altri elementi per far sì che creasse dipinti astratti, con le cromie stesse che sono divenute, alla stregua del resto, veri e propri diari emozionali.
Le sue tematiche figurali come le altre ben diverse, in lei si sono dunque instancabilmente intervallate, e così dalla Versiliana dannunziana con l'amato “Ponte del Principe” cui ha dedicato un paio di oli, non sono mancati borghi famosi o quasi sconosciuti, con l'ovvia tematica dell'intero comparto versiliese delle cave, cui si sono aggiunte le bianche ferite di quel di Carrara rese famose da Strabone, da Plinio e dal Petrarca… come nel Novecento e nel nuovo Millennio, direttamente e non, dai nomi più vari: Arturo Martini, Gigi Guadagnucci, Vando D’Angiolo e via di seguito.
Le cave.
I suoi “omaggi” al marmo sono stati proiettati alla memoria di Michelangelo Buonarroti che nel carrarese trasse ciò che gli servì per eternare la propria arte, ma anche al Comprensorio dell’Altissimo e finanche a certe zone di Vallecchia di Pietrasanta e alla Ceragiola seravezzina (temi cari a centinaia di artisti, da Giuseppe Viner a Franco Miozzo, a Giuseppe Lippi e a Grazia Leoncini...), a storici, a scrittori e a tanti altri.
La sua attenzione – sempre attuale, ampia geograficamente, ovviamente anche oltre i confini toscani, o nazionali, per via di viaggi – s’è comunque accostata alle nature morte, mentre non è mancata la scoperta dei giardini e persino di alcuni parchi in un tutto che ha popolato con la delicatezza della leggiadria femminile, e poi qua e là, su tela o su supporto ligneo e anche su carta, fiori, e alberi come il pino marittimo, il cipresso, il pioppo e altro ancora.
Simboli.
Chiudendo questi miei appunti, a questo punto non posso non dire che tra gli argomenti che Carmen Hernandez ha messo in essere in modo numericamente consistente, in specie in questo periodo, ce n’è uno che con altri ha catturato la mia attenzione, vale a dire il riferimento al volume “Le città invisibili” di Italo Calvino (scomparso nel 1985). Leggendo le pagine del celebre scrittore ella ha voluto unire – così penso – i propri ricordi legati soprattutto agli agglomerati urbani lombardi (poco fa ho citato il suo soggiorno milanese), alla vista/visita di “case più case” (è lei stessa ad averle definite così) di piccoli paesi aggrappati di montagna (la memoria non può allontanarsi dall’ambiente delle cave…) sia di campagna e non soltanto.
Nell’insieme c’è un pulsare ogni tanto geometrico, quasi gestuale, una pienezza di colori che esalta l’aggregazione nel coesistere di un termine positivo, di dialogo e di familiarità, ma anche negativo, di solitudine e di dimenticanza.
In alcune tele pulsa la vita, c’è ariosità, in altre manca, con un “vuoto voluto”, il giro di parole è ben chiaro, che parla di malinconia, cosicché sono i titoli stessi che ha dato loro a fermare le pagine di un diario pieno di ricordi e di emozioni, di incontri e di riflessioni e di dialoghi, e anche, come in “Il palazzo della città violata” a diventare un grido, un urlo, una ferita per condannare la guerra, qualsiasi guerra.
Carmen Hernandez ama dunque dipingere in libertà, variare, alternare il proprio viaggio pittorico entrando istintivamente nel cosiddetto figurativo, come nell’astrazione, col rosso dell’amore e il blu della serenità, il verde della speranza e il nero del dolore.
E’ lei, non riesce ad essere diversa da quello che è, meritando dunque una piena lode…”.
Lodovico Gierut
(Da “Appunti di diario”, Marina di Pietrasanta, 22.4.2024)
3 BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA - MANTOVA - MUSEO DIOCESANO " FRANCESCO GONZAGA " - MAGGIO - GIUGNO 2024
MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA TERRE DI VERSILIA - PALAZZO PAOLINA - VIAREGGIO - 10-23 GENNAIO 2024
Visita Roberto Lazzarini - Galleria RL 51 Pietrasanta
ARTE A FIRENZE - MUSEO GALLERIA BELLINI - DICEMBRE 2023
MOSTRA PERSONALE MUSEO UGO GUIDI - LOGOS ARTE HOTEL - FORTE DEI MARMI (LU) - GIUGNO-LUGLIO 2023
MOSTRA CONCORSO LIBERE DI ESSERE DONNE - CENTRO ARTI VISIVE PIETRASANTA - 25-26 NOVEMBRE 2023
MOSTRA INTERNAZIONALE ARTISTI VECCHIO E NUOVO MONDO OMAGGIO ALLA BOLIVIA - VILLA CAMBIASO SAVONA - 15 - 22 0TTOBRE 2023
MOSTRA ARTE INSIEME - MISERICORDIA DI VIAREGGIO - 2- 10 SETTEMBRE 2023
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